IVA: Funzionamento, il calcolo e quanto incide sul fatturato

Iva, acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto, è un’imposta indiretta applicata sul valore aggiunto che si genera dalla produzione alla vendita di un bene o di un servizio, colpisce quindi la ricchezza nel momento in cui essa si manifesta attraverso atti di scambio.

Per essere applicata ha bisogno però di tre presupposti che devono sussistere contemporaneamente:

Soggettivo: “L’operazione deve essere svolta nell’esercizio di imprese, arti e professioni”, il soggetto dell’IVA è solo chi esercita attività di impresa o attività di lavoro autonomo svolta con carattere di professionalità e abitualità.

I soggetti dell’IVA sono quindi tutti quei soggetti in possesso di partita IVA, salvo casi di esclusione come quelli in regime forfettario.

Oggettivo: “L’operazione deve essere una cessione di beni o una prestazione di servizi”.

Territoriale: “Le cessioni o le prestazioni devono essere realizzate nel territorio dello Stato”.

 

Quali sono le tre aliquote principali? 

L’aliquota è una percentuale che viene utilizzata per calcolare il valore dell’IVA e viene applicata direttamente sulla base imponibile. Le aliquote attualmente previste in Italia sono:

Aliquota minima al 4% applicata ai beni/servizi di primissima necessità;

Aliquota ridotta al 10% applicata ad alcuni beni alimentari necessari ma non indispensabili, ai servizi turistici (alberghi, ristoranti, bar) ed edili.

Aliquota ordinaria al 22% applicata ai casi restanti.

Base imponibile: Valore al quale si applica l’aliquota IVA, rappresenta il corrispettivo della cessione/prestazione privo dell’IVA

Totale fattura: Semplicemente la somma di base imponibile più IVA.

 

Quali sono le caratteristiche dell’IVA?

L’IVA è un’imposta:

Indiretta: Come già detto, a differenza delle imposte dirette, non colpisce direttamente il reddito, ovvero la capacità contributiva, ma il consumo (manifestazione di tale capacità).

Proporzionale: Il suo ammontare è proporzionale al valore del bene in quanto deriva dal prodotto tra il prezzo del bene e la relativa aliquota.

Sui consumi: Grava esclusivamente sul consumatore finale.

Generale: Viene pagata da tutti coloro che consumano senza alcuna distinzione.

Neutra: Qualsiasi sia il numero di passaggi che la merce subisce l’Iva colpisce il maggior valore che ciascuno di essi aggiunge al bene o servizio.

 

Come calcolarla?

Per capire bene come calcolarla facciamo un esempio:

L’azienda vende merci per euro 2.500 + IVA al 22%

IVA= (2.500×22)/100= 550,00€

La formula è quindi la seguente: Base imponibile × Aliquota IVA/100

 

Scorporo dell’IVA

L’operazione che ci consente di calcolare dal prezzo finale del bene separatamente il valore della base imponibile e dell’IVA è chiamata scorporo dell’IVA.

Per farlo basterà impostare una proporzione:

100 : (100+Aliquota IVA) = Base imponibile : Prezzo finale del bene

Ma facciamo un esempio:

L’azienda vende merci per euro 2.500, iva inclusa al 22%

100:122=x:2.500

2.500×100/122= 2.049,18€

Da qui, per trovare il valore dell’IVA, basterà una semplice differenza

IVA= Prezzo finale del bene – Base imponibile

IVA= 2.500-2.049,18= 450,82€

 

IVA CREDITO e IVA DEBITO: Quali sono le differenze?

Spesso siamo portati a pensare che L’IVA sia o un costo o un ricavo ma non è così, L’IVA può essere o un debito o un credito.

Il venditore con la vendita incassa il prezzo totale, il suo compratore infatti paga all’atto dell’acquisto sia l’imponibile che l’IVA. Ma l’IVA è un imposta, pertanto il denaro non resterà nelle tasche del venditore ma dovrà essere corrisposto allo Stato, non è quindi un ricavo per l’azienda ma è un debito verso lo stato.

Mentre quando il venditore a sua volta acquista paga anche esso il totale fattura; l’IVA quindi viene già corrisposta dal venditore nel primo passaggio di acquisto, per questo motivo in questa fase rappresenta per lui un credito e non un costo.

 

Liquidazione IVA

La liquidazione IVA è l’operazione che si effettua il 16 del mese, con cadenza  trimestrale per i piccoli contribuenti (che non superano un volume di affari di euro 400.000 per le attività di servizi e euro 700.000 per le altre attività) o mensile per gli altri, ed ha lo scopo di calcolare il valore dell’imposta da versare eventualmente alle casse dello Stato.

Eventualmente, perché non sempre è necessario corrispondere l’IVA, dipende se si è a credito o a debito.

Per capirlo basta fare la differenza tra IVA sugli acquisti (iva a credito) ed iva sulle vendite (iva a debito). Se a prevalere sarà il debito bisognerà procedere con il versamento di tale differenza, al contrario se a prevalere è il credito, questo (inteso sempre come differenza tra i due valori), sarà riportato al mese successivo per future compensazioni.

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